oliviero@castellaniformazione.it - +39.335.273.073 P.IVA__IT12711350962

8c188bd365b8a56ee91cc9c74418aa1e458c5d4c

linkedin

Decisori tecnici ed economici: cosa li accomuna e differenzia?

È comprensibile che chi vende un prodotto o servizio tecnico, o altamente specializzato, voglia, con orgoglio mostrare - quanto più possibile - la “sua conoscenza” mentre argomenta l’offerta.

Purtroppo, così facendo, corre il rischio di cadere nel classico soliloquio, soprattutto se - al tavolo della trattativa - ci sono anche decisori non tecnici; in questo caso la presentazione, pur ben congegnata, avrebbe ampie possibilità di risultare non efficace.

Per quanto possa sembrare paradossale il miglior modo per vendere un prodotto tecnico è la semplicità, ci sarà sempre un momento per confrontarsi nei dettagli con l’acquirente tecnico.

Il decisore chiave (non tecnico) 


ragiona in maniera quasi primitiva: problema, soluzione, risultato, e spesso tutte le decisioni importanti (personali, familiari, aziendali) rispondono a questo modo di pensare, indipendentemente dalle proprie competenze in materia.

Far percepire al cliente il risultato che può ottenere grazie alla nostra soluzione, sia esso rivolto ad ovviare a un problema, piuttosto che cogliere un’opportunità,  è il principale fattore chiave per influenzare i decisori non tecnici.

Ecco quattro suggerimenti

  • Semplicità, questo il miglior consiglio per chiunque lavori nell’arena della “vendita tecnica o specialistica“; ogni volta che non rendiamo pienamente comprensibile al cliente ciò che stiamo vendendo, rischiamo di perderlo. Chi sa semplificare mantiene alto il livello di attenzione sapendo altresì collegare abilmente i passaggi problema > soluzione >risultato.
  • Facciamoci aiutare dai nostri esperti, quando dobbiamo confrontarci con i “compratori tecnici” del cliente. Se sappiamo in anticipo che nell’incontro dovranno essere valutati dettagli tecnici completi, coinvolgiamo chi è in grado di parlare la stessa lingua dell’acquirente. Se ci viene fatta una domanda tecnica a bruciapelo, e ci sentiamo impreparati ad affrontarla, evitiamo di improvvisare, meglio dire al cliente che organizzeremo quanto prima un incontro con i nostri tecnici.
  • Approfondiamo, assicuriamoci di ascoltare veramente per scoprire dove il nostro prodotto (soluzione) si inserisce nella loro matrice di risoluzione dei problemi. Ad esempio cerchiamo di comprendere se il nostro prodotto è un’unica soluzione o fa parte di una gamma più ampia di offerte (anche di terzi) combinate tra loro, o se ci sono richieste di modifica-miglioramento che, se correttamente riportate e prese in carico dai nostri tecnici, potrebbero generare nuove opportunità anche su altri clienti.
  • Per capire non dobbiamo dare nulla per scontato, facciamo domande e lasciamo i preconcetti fuori dalla porta. Quando i professionisti delle vendite fanno determinate ipotesi, chiudono la porta al dialogo, e pertanto a opportunità inaspettate.


Tempo fa un Key Account Manager mi ha confidato


<<Quando iniziai a lavorare, avevo la convinzione che ci sarebbero voluti 15 anni o più per diventare un vero esperto nel mio settore (impianti chimici industriali). Anche se non posso dire di conoscere tutto del mio mercato, sono diventato un esperto del mio prodotto e del modo giusto per posizionarmi sul cliente. Ho migliorato ampiamente le mie possibilità di successo quando ho imparato ad “ascoltare sinceramente” i problemi, gli obiettivi e i risultati attesi dei miei interlocutori>>

Qualunque trattativa, per quanto possa essere complessa, è un occasione per costruire fiducia e creare connessioni a lungo termine, purché la persona a cui prestiamo maggior attenzione, e interesse, non sia la nostra.

oliviero@castellaniformazione.it - +39.335.273.073 P.IVA__IT12711350962

8c188bd365b8a56ee91cc9c74418aa1e458c5d4c

linkedin