oliviero@castellaniformazione.it - +39.335.273.073 P.IVA__IT12711350962
È comprensibile che chi vende un prodotto o servizio tecnico, o altamente specializzato, voglia, con orgoglio mostrare - quanto più possibile - la “sua conoscenza” mentre argomenta l’offerta.
Purtroppo, così facendo, corre il rischio di cadere nel classico soliloquio, soprattutto se - al tavolo della trattativa - ci sono anche decisori non tecnici; in questo caso la presentazione, pur ben congegnata, avrebbe ampie possibilità di risultare non efficace.
Per quanto possa sembrare paradossale il miglior modo per vendere un prodotto tecnico è la semplicità, ci sarà sempre un momento per confrontarsi nei dettagli con l’acquirente tecnico.
Il decisore chiave (non tecnico)
ragiona in maniera quasi primitiva: problema, soluzione, risultato, e spesso tutte le decisioni importanti (personali, familiari, aziendali) rispondono a questo modo di pensare, indipendentemente dalle proprie competenze in materia.
Far percepire al cliente il risultato che può ottenere grazie alla nostra soluzione, sia esso rivolto ad ovviare a un problema, piuttosto che cogliere un’opportunità, è il principale fattore chiave per influenzare i decisori non tecnici.
Tempo fa un Key Account Manager mi ha confidato
<<Quando iniziai a lavorare, avevo la convinzione che ci sarebbero voluti 15 anni o più per diventare un vero esperto nel mio settore (impianti chimici industriali). Anche se non posso dire di conoscere tutto del mio mercato, sono diventato un esperto del mio prodotto e del modo giusto per posizionarmi sul cliente. Ho migliorato ampiamente le mie possibilità di successo quando ho imparato ad “ascoltare sinceramente” i problemi, gli obiettivi e i risultati attesi dei miei interlocutori>>
Qualunque trattativa, per quanto possa essere complessa, è un occasione per costruire fiducia e creare connessioni a lungo termine, purché la persona a cui prestiamo maggior attenzione, e interesse, non sia la nostra.
oliviero@castellaniformazione.it - +39.335.273.073 P.IVA__IT12711350962